La nostra cultura è impregnata di significati sull’amore, e spesso viene descritto nelle canzoni e in generale dai mass media come quello che gli antichi greci chiamavano eros: l’amore passionale, intrecciato indissolubilmente alla sofferenza. La relazione è fatta di ostacoli ed è piena di drammi, tensione, struggimento.
Quando una donna ha sviluppato da bambina nella propria famiglia di origine un comportamento eccessivamente altruistico e responsabile, influenzata anche dalla cultura dell’eros, può diventare una donna che “ama troppo”. Si tratta della cosiddetta dipendenza affettiva, che si sviluppa soprattutto da parte delle donne verso gli uomini e consiste in un annullamento di sé in favore di re-lazioni con uomini emotivamente distanti. La donna mantiene un rapporto con un uomo che, per sue ferite personali, non è in grado di amarla, poiché lei vive proprio dei drammi che l’indisponibilità dell’uomo genera e poiché crede che grazie al suo amore quell’uomo potrà cambiare. Lei lo salverà dalle sue ferite.
È possibile che lei razionalmente riconosca i segnali negativi, ma non riesce comunque a staccarsi da lui. Queste dinamiche possono portare a conseguenze anche molto gravi, proprio come gli altri tipi di dipendenze.
Qual è la via d’uscita? Impegnarsi in un percorso in cui riconoscere qual è stata la propria storia e come si fa ad amare se stesse e coltivare la propria felicità. Per tornare a riconoscere di non dover salvare nessuno, e riacquisire gradi di libertà.
Al FamilyCARE ci occupiamo di questo, e siamo pronti a darti una mano. Non esitare a contattarci.

