Un bivio tra alternative

A quale facoltà iscrivermi?

Il bel libro “Scelta di carriera, scelta di vita” di María José Bunster, psicologa cilena e docente in Psicologia Integrale della Persona all’Università Finis Terrae, propone un percorso in cui la domanda sulla scelta universitaria (a quale facoltà iscrivermi?) cammina sullo stesso sentiero di un progetto di vita, sollecitando quindi a riflettere in modo coerente “con scopo e passione”. Conoscersi è il primo passo per compiere scelte consapevoli, mutabili nel tempo, ma sempre coerenti con noi stessi. Quindi, anche con la nostra felicità, che è il fine ultimo a cui tutti tendiamo.

Il giovane a scuola, in famiglia, in contesti amicali e sociali subisce alcune inevitabili pressioni, tramutate in aspettative della stessa società, che lo portano a seguire un percorso educativo “scelto” per loro, che lo porterà ad una carriera di successo. “E invece – come scrive Bunster – il primo passo per iniziare il viaggio verso la felicità è diventare adulti, che significa assumersi responsabilità”, rischiando anche di scontentare qualcuno o negando possibili futuri che qualcuno ha stabilito per noi, ma che non ci rendono degli esseri umani felici e realizzati.

Un corretto orientamento prenderà spunto proprio dai tuoi desideri, interessi, capacità ed attitudini, insomma dai punti di forza, ottenendo la migliore versione di te stesso, guidato dall’assunzione delle responsabilità delle scelte per il nostro futuro, per indicarci una delle possibili strade che porteranno verso la felicità.

L’orientamento formativo (non solo informativo) scolastico e professionale è un momento fondamentale dello sviluppo del proprio futuro, che aiuta ad esplorare il sé e successivamente a selezionare carriere che siano in linea con il proprio profilo.

Noi adulti possiamo offrire ai nostri giovani un esempio, trasferendo loro la passione che mettiamo nella nostra professione e che, per questo, ci contraddistingue.