Desiderio, educazione e speranza: cosa li unisce? Se ne è parlato il 7 febbraio scorso presso l’Università Cattolica di Milano al convegno dal titolo: “L’educazione e le stelle”. Mi sono seduta anche io tra le centinaia di persone presenti portando a casa alcune riflessioni importanti, nell’ambito dell’educazione dei nostri giovani, di cui personalmente mi occupo come professionista di orientamento scolastico.
Innanzitutto, i due significati della parola desiderio, contraddittori, ma, proprio per questo, affascinanti. Il desiderio “de-sideribus” = come moto da luogo, cioè una spinta che porta a cercare la ragione del sé tra le stelle, quindi, per desiderare, bisogna guardare in alto. Il desiderio legato invece al “de” = come fuori, elemento destrutturante, che interrompe o cambia uno stato. Desiderio come spinta che destabilizza, che scombina l’ordine, per crearne uno nuovo, un cambiamento.
Proprio come per le stelle: più le si osserva, più se ne scoprono cercandole in alto; e, dove prima c’era solo buio, pian piano affiora una luce nuova, un cambiamento. E per quanto tu le conosca, ce ne sarà sempre qualcuna ancora da scoprire.
Pensiamo all’orientamento come percorso che guida verso la “costellazione”: si parla infatti di ricerca di un obiettivo, attraverso un’analisi del talento, dell’attitudine, dell’interesse, del desiderio, ma anche di paura e sofferenza, struggimento, mancanza (chi sceglie=separa) che cambia e si rinnova.
E poi la speranza. Educare è un atto di speranza e una passione che si rinnova, perché manifesta la promessa che vediamo nel futuro dell’umanità…
L’educazione non misura il suo valore solo sull’asse dell’efficienza: lo misura sulla dignità, sulla giustizia, sulla capacità di servire il bene comune… Questi principi non sono memorie del passato. Sono stelle fisse. Ogni “stella” ha una luminosità propria, ma tutte insieme disegnano una rotta.
Educare è accompagnare i giovani alla cultura, ma anche orientarli verso la speranza con una nuova progettualità, utilizzando mappe da percorrere con emozione, libertà e consapevolezza.
Come orientatrice e consulente di carriera mi sono sentita presa in causa da queste riflessioni. La missione di traghettare i giovani verso nuove “costellazioni” è una sfida ed una grande responsabilità. Ma non mi sento sola.
Educare è un’opera corale, parte di una “costellazione” educante, dove non risiede solo la scuola, ma la comunità familiare, amicale, religiosa, che deve fare rete, per guardare insieme le stelle.
Infine, ci sono esperti che – come noi di FamilyCare – offrono servizi di cura e di aiuto educativo da vari punti di vista, rivolti non solo ai giovani, alle famiglie, ma soprattutto a chi chiede un accompagnamento verso un cambiamento.

